Nel Giugno 1964 primo atto ufficiale alla 24 Ore di Le Mans della grande sfida Ferrari-Ford.
Probabilmente distratti da una partecipazione di squadre ufficiali mai tanto ricca (Alpine, BMW, Cadillac, Ferrari, Isotta Fraschini, Lamborghini, Peugeot, Porsche, Toyota) è forse sfuggito di mente a qualcuno che 60 anni fa la 24 Ore di Le Mans ospitava il primo atto ufficiale della grande sfida Ferrari-Ford (sì, proprio quella raccontata nel film con Matt Demon e Cristian Bale).
Dopo una prima esperienza “shockante” un paio di mesi nel corso della quale sull’asfalto bagnato del circuito della Sarthe le due Ford GT si erano rivelate assolutamente instabili appena superavano le 100 miglia orarie (circa 160 km/h) ed una decisamente più incoraggiante partecipazione alla 1000 Chilometri del Nurburgring (secondo miglior tempo in prova e 15 giri dell’”inferno verde” prima di fermarsi per la rottura delle sospensioni), il 20 Giugno tre Ford GT affidate a Phil Hill e Bruce McLaren, Richie Ginther e Masten Gregory, Richard Attwood e Jo Schlesser prendevano il via alla grande classica francese.
In Europa qualcuno già sogghignava: “ma cosa pensano mai di combinare questi americani?”. Nessuno prestava grande attenzione ai progressi della Ford GT, probabilmente troppo convinti della imbattibilità delle Ferrari. Nella Primavera del 1964 solo le riviste specializzate scrivevano che la Ford avrebbe partecipato per la prima volta alla 24 Ore di Le Mans. Probabilmente memori delle passate esperienze di altri costruttori americani alla maratona della Sarthe, appassionati ed addetti ai lavori vedevano la notizia come una curiosità, un fatto di colore che non meritava particolare attenzione. Nessuno si accorgeva invece che si sta aprendo un nuovo capitolo della storia dell’automobilismo sportivo con un primo vero confronto tra costruttori europei ed americani che di lì a poco si sarebbe allargato anche a quelli giapponesi.
Nondimeno, durante le prove le Ford GT mostrarono le ambizioni della Casa americana superando i 300 km/h sul rettilineo delle Hunaudières (“per forza”, commentavano i ferraristi, “con quei grandi V8!”). Le Ford GT dovevano però fare conto con i tratti misti dove le Ferrari facevano valere la loro maggiore maneggevolezza già a bassa andatura (70 miglia orarie). Al volante della Ferrari 330P John Surtees stabilì il miglior tempo in prova in 3’42” precedendo nell’ordine Ginther (3’45”3), Pedro Rodriguez (Ferrari 330P), Phil Hill e Nino Vaccarella (Ferrari 275P).
La gara però era un’altra cosa. Le Ford erano molto veloci, ma in casa Ferrari puntavano sulla maggiore affidabilità delle “rosse di Maranello” e cercavano così di mettere alle corde le vetture americane. Di notte, si ritirava la Ford di Attwood-Schlesser per un incendio nel vano motore, mentre era in seconda posizione, e quindi quella di Hill-McLaren anch’essa per problemi alla trasmissione. A Phil Hill restava la soddisfazione del nuovo record del circuito in 3 minuti e 49 secondi.
Domenica pomeriggio sotto la bandiera a scacchi passarono per prime tre Ferrari. Ma dì ad un paio di anni sarebbe stata tutta un’altra storia.




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